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Deliberazione n. 52/18 del 23/10/2018


Oggetto: Piano regionale straordinario di scavi archeologici e di interventi di valorizzazione dei beni culturali - Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020 - Patto per lo Sviluppo della Sardegna. Area Tematica Infrastrutture Linea d’Azione 1.10.1 “Valorizzazione dei beni culturali, campagne di scavi, emergenze archeologiche e restauri”. LL.RR. nn. 1 e 2 del 11 gennaio 2018, “Legge di stabilità 2018” e “Bilancio di previsione triennale 2018-2020” - Programmazione risorse 2018 - Missione 05 Programma 01 Capitolo SC03.5032 euro 1.000.000,00 e Capitolo SC08.7521 euro 3.000.000.

Autore: Giunta regionale

Pubblicato in: Bollettino n.6 - Parte I e II del 31/01/2019

Data di Pubblicazione: 31/01/2019

Materie: BENI CULTURALI


 

L'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport ricorda le specifiche competenze e la missione istituzionale della Regione Autonoma della Sardegna in riferimento ai beni culturali, richiamando la legge regionale 20 settembre 2006, n. 14, “Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura”, in forza della quale la Regione Autonoma della Sardegna «persegue la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Sardegna» (art. 1, comma 1) ed «esercita le funzioni di tutela e valorizzazione dei beni culturali ad essa attribuite dalla Costituzione, dalle intese ai sensi del comma 3 dell'articolo 118 della Costituzione, dall'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, dallo Statuto speciale per la Sardegna e successive norme di attuazione, dal decreto legislativo n. 42 del 2004 e le funzioni di indirizzo, coordinamento, programmazione generale e valutazione in materia di beni, istituti e luoghi della cultura degli enti locali o ad essi affidati» (art. 4, comma 1). Inoltre, l'Assessore precisa che «in particolare» la Regione (art. 4, comma 1, lettera f) «promuove e coordina interventi di restauro dei beni culturali sulla base di metodologie definite d'intesa con gli organi statali competenti, ai sensi dell'articolo 29 del decreto legislativo n. 42 del 2004» e (art. 4, comma 1, lettera h) «promuove, d'intesa con gli organi statali competenti, con le università e gli istituti di ricerca, interventi di ricerca archeologica e paleontologica nel territorio della Sardegna».

L'Assessore richiama inoltre il Programma Regionale di Sviluppo 2014-2019, che al punto 4.11 individua nella qualificazione dell'offerta culturale un “obiettivo primario da sostenere e incentivare, anche attraverso la condivisione di progetti comuni di valorizzazione, fruizione e salvaguardia del territorio e dell'ambiente”, specificando che “occorre salvaguardare, rendere fruibili e valorizzare le realtà potenzialmente trainanti rispetto al contesto con importanti investimenti e adeguati interventi di razionalizzazione, di integrazione e messa a sistema, anche al fine di garantire l'ottimizzazione delle risorse stesse e di favorire la sopravvivenza delle realtà più deboli”.

Lo stesso Programma Regionale di Sviluppo 2014-2019, al punto 4.11.2, individua fra le azioni strategiche di settore il “restauro di beni culturali mobili ed immobili di rilevante interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico, al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio identitario dell'Isola, quale componente significativa della civiltà e dell'identità del popolo sardo, nonché della sua specialità nel contesto delle culture regionali europee e del Mediterraneo”. Infine, al punto 4.11.4, in riferimento alla “Realizzazione del Piano regionale straordinario di scavi archeologici”, il medesimo programma prevede la “Progettazione e realizzazione di attività di scavo presso siti che, anche a seguito di valutazioni e indagini condotte con strumentazioni tecnologicamente avanzate, sono di particolare rilevanza nella ricostruzione della storia dell'Isola; i siti saranno interessati da un processo di valorizzazione e musealizzazione che ne garantisca la piena fruizione, e inseriti in azioni di promozione nazionali e internazionali, anche tramite le Summer School dedicate all'archeologia”.

L'Assessore sottolinea, d'altra parte, che l'attivazione di campagne di scavo archeologico e di interventi di valorizzazione di beni culturali è in piena armonia con il POR FESR Sardegna 2014-2020, che, quale contributo alla strategia dell'Unione Europea per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e per il raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale, “intende valorizzare il vantaggio competitivo insito nella qualità e varietà degli attrattori ambientali e nella ricchezza e unicità del patrimonio culturale materiale e immateriale della Sardegna, attraverso un approccio di sistema mirato a promuovere le potenzialità delle risorse locali, migliorando le condizioni di conoscenza e la fruizione collettiva e individuale” e sostenendo “azioni capaci di contribuire al rafforzamento dell'offerta turistica nell'ottica di garantire l'integrazione delle azioni di tutela, valorizzazione e messa in rete del patrimonio storico artistico, paesaggistico, culturale, archeologico e naturale”.

L'Assessore ricorda che, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42), art. 118, comma 1, “Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, anche con il concorso delle università e di altri soggetti pubblici e privati, realizzano, promuovono e sostengono, anche congiuntamente, ricerche, studi ed altre attività conoscitive aventi ad oggetto il patrimonio culturale”. Il medesimo Codice, all'art. 88, comma 1, specifica espressamente che “le ricerche archeologiche [...] in qualunque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero”, il quale, ai sensi del successivo art. 89, “può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche”.

Dunque, l'Assessore, precisa che, in un clima di leale e sinergica collaborazione interistituzionale, nella fase di programmazione e attuazione del piano regionale straordinario di scavi archeologici e degli interventi di valorizzazione dei beni culturali si è proceduto in costante coordinamento con il Ministero dei beni e delle attività culturali.

A tale proposito, l'Assessore richiama l'Accordo ex art. 15, legge 1 agosto 1990, n. 241 per la programmazione e la realizzazione dell'attività di scavo, restauro e valorizzazione di beni archeologici Rep. n. 17 prot. n. 10527 del 13.6.2018, tra il Segretariato regionale del Ministero dei beni delle attività culturali e del turismo per la Sardegna e la Direzione generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

L'Assessore ricorda che, ai sensi dell'articolo 30, comma 1 del già citato Codice dei beni culturali e del paesaggio, in riferimento agli obblighi conservativi, “lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza”. L'imprescindibile dovere di tutela deve però coniugarsi strettamente con un'adeguata valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico come opportunità di crescita economica. La Sardegna rappresenta infatti una realtà territoriale nella quale archeologia e paesaggio costituiscono un'offerta culturale di grande qualità e peculiarità che, se opportunamente organizzata anche attraverso l'attivazione di circuiti turistici, è in grado di promuovere e valorizzare l'intero contesto di riferimento, migliorandone la capacità attrattiva e determinando positive ricadute di tipo economico ed occupazionale, a vantaggio anche della popolazione residente. Non va dimenticato, infine, il fondamentale ruolo educativo che i siti archeologici possono svolgere per avvicinare anche il pubblico dei più giovani ai tesori culturali della nostra Isola, quale importante fattore di crescita civile, sociale e di sviluppo economico.

In considerazione delle attuali difficoltà di bilancio degli enti locali, è fondamentale il supporto strategico da parte dell'amministrazione regionale a questi ultimi nel garantire la tutela del patrimonio archeologico dell'Isola, in un'ottica strategica e integrata fra i soggetti che sul territorio esercitano le differenti competenze in materia. Infatti, prosegue l'Assessore, alcuni siti, pur di eccezionale importanza, a causa di mancanza di fondi, non sono da tempo oggetto di interventi per la opportuna tutela, la ricerca e la valorizzazione e musealizzazione che ne garantiscano la piena fruizione, utile ad ampliare e diversificare così l'offerta culturale dell'Isola.

L'Assessore ricorda, inoltre, che con la Decisione (UE) 2017/864 del 17 maggio 2017 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea l'anno 2018 è stato designato “Anno europeo del patrimonio culturale” (“Anno europeo”), con i dichiarati obiettivi tesi alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale; all'ampliamento del pubblico dei fruitori e al miglioramento della conoscenza e dell'istruzione nel campo; al rafforzamento del contributo del patrimonio culturale alla società e all'economia, anche attraverso il sostegno ai settori culturali e creativi, comprese le piccole e medie imprese, alla promozione dello sviluppo e del turismo sostenibili, al rafforzamento della coesione sociale e all'aumento dell'occupazione a lungo termine. In proposito, l'Assessore rammenta e riferisce alla Giunta regionale che il quadro complessivo delle strategie e delle linee d'azione della Regione a sostegno delle politiche culturali sul territorio si trova in piena coerenza non solo con gli obiettivi specificatamente individuati per la partecipazione all'Anno europeo, ma anche con le finalità generali e le politiche di settore dell'Unione europea.

In attuazione di tali politiche, infatti, prosegue l'Assessore, con l'esercizio finanziario 2017 è stato avviato il piano regionale straordinario di interventi di scavo archeologico e di emergenza in ambito archeologico, con dotazione finanziaria di euro 1.900.000, programmati con la deliberazione n. 48 /37 del 17.10.2017. Il piano ha interessato diciannove siti archeologici, che, per quanto in alcuni casi siano riconosciuti quali elementi fondamentali nella ricostruzione della storia della Sardegna, risultavano solo parzialmente interessati da campagne di scavo o addirittura versavano in un pessimo stato di conservazione. L'individuazione dei siti, ricorda l'Assessore, ha tenuto anche conto dei dati relativi alle condizioni di sofferenza socio-economica nell'Isola elaborati nell'ambito delle Strategie Nazionale e Regionale per le Aree Interne (SNAI e SRAI), nella convinzione che gli interventi costituiscano un'opportunità non trascurabile di sostegno all'economia locale per le comunità, in termini di incremento dell'occupazione, di indotto e di orientamento alla interpretazione del patrimonio culturale quale fulcro del processo progettuale locale volto alla valorizzazione del territorio, con conseguente innalzamento della qualità di vita della popolazione residente e rafforzamento dell'offerta turistico-culturale.

L'Assessore, ancora, richiama il rapporto dell'Ufficio Statistica del MiBACT del 2017, dal quale emerge che in quell'anno tutti i musei italiani hanno fatto registrare significativi tassi di crescita, ma è stato il patrimonio archeologico il più visitato: circa un terzo dei 50 milioni di visitatori totali a livello nazionale. Per la prima volta la Sardegna è entrata nella top ten, posizionandosi al decimo posto nella classifica delle regioni con il maggior numero di visitatori. Anche nei primi cinque mesi del 2018 continua il trend positivo di accessi ai musei, monumenti e siti archeologici con un incremento dei visitatori del 7,8% rispetto al medesimo periodo del 2017.

L'Assessore ribadisce quindi la volontà dell'amministrazione regionale di assicurare continuità e potenziamento al piano degli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale regionale, di notevole complessità ed estensione, anche ricorrendo a differenti fonti di finanziamento.

A tale riguardo l'Assessore richiama la deliberazione n. 46/5 del 10 agosto 2016 con la quale la Giunta regionale ha preso atto del Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna, stipulato il 29 luglio 2016 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Regione Sardegna e ha approvato gli interventi da finanziare con le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) del periodo di programmazione 2014-2020. Ricorda inoltre che il CIPE, con la delibera n. 25 del 10 agosto 2016, ha individuato le Aree Tematiche nazionali per la programmazione FSC 2014-2020, la relativa dotazione finanziaria e ha definito le regole di funzionamento del Fondo, mentre con la delibera n. 26 del 10 agosto 2016, nell'ambito di appositi Accordi interistituzionali denominati “Patti per il Sud”, ha assegnato formalmente 13,412 miliardi di euro alle Regioni e alle Città metropolitane del Mezzogiorno, di cui 1.509,6 milioni di euro alla Regione Sardegna.

L'Assessore ricorda che, con la deliberazione n. 5/1 del 24 gennaio 2017, la Giunta regionale, per definire un quadro strategico coerente con le Aree Tematiche sopra citate, ha individuato le Linee d'Azione e le unità organizzative competenti alla loro attuazione, la relativa dotazione finanziaria e definito le tipologie di intervento ammissibili. Con la medesima deliberazione la Giunta regionale ha dato mandato affinché gli Assessorati competenti, acquisita la coerenza dell'Autorità di gestione del Fondo di Sviluppo e Coesione, individuassero i soggetti attuatori e ponessero in essere tutti gli atti necessari all'attuazione degli interventi.

L'Assessore richiama quindi la deliberazione n. 47/21 del 10 ottobre 2017 con la quale la Giunta regionale, tra le altre cose, ha attivato l'intervento strategico denominato “Valorizzazione dei beni culturali - campagne di scavi, emergenze archeologiche e restauri“ e la deliberazione n. 52/26 del 22 novembre 2017, con la quale è stata assegnata al medesimo intervento la somma di euro 3.000.000.

A seguito della presa d'atto del nuovo Allegato A del Patto per lo Sviluppo della Regione Sardegna, effettuata con la deliberazione n. 41/9 del 8 agosto 2018, il suddetto intervento è attualmente inserito nella Linea d'Azione 4.2.2 “Valorizzazione del patrimonio archeologico”.

D'altra parte, con le LL.RR. nn. 1 e 2 del 11 gennaio 2018, recanti rispettivamente “Legge di stabilità 2018” e “Bilancio di previsione triennale 2018-2020”, la Regione ha stanziato 1.000.000 di euro di fondi regionali per interventi per la progettazione e la realizzazione di campagne di scavo archeologico in siti di significativa rilevanza storica e culturale a valere sul Cap.SC03.5032, che si sommano ai suddetti 3.000.000 di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, a valere sul Capitolo SC08.7521 per la valorizzazione dei beni culturali - campagne di scavi, emergenze archeologiche e restauri.

L'Assessore, per quanto finora esposto, evidenzia che si rende necessario procedere alla individuazione dei siti archeologici per i quali è opportuno, nell'ambito di questa ulteriore fase di programmazione, avviare o in alcuni casi, proseguire gli interventi di scavo.

In primo luogo, l'Assessore riferisce che, in attuazione del già citato Accordo siglato il 13.6.2018 con il Segretariato Regionale del MiBAC, in collaborazione con gli uffici periferici del Ministero competenti territorialmente, è stato individuato un insieme di siti che necessitano di finanziamenti per interventi di tutela, conservazione e valorizzazione. In fase di selezione, si è ritenuto prioritario indicare i siti per i quali fosse stata segnalata la necessità o addirittura l'urgenza di intervento per ragioni di sicurezza o per rischio di perdita del bene, anche in considerazione dei compiti attribuiti alla Regione di concorrenza nella tutela dei beni culturali.

Si è deciso, inoltre, di dare particolare rilevanza ai siti caratterizzati dalla presenza di testimonianze evidentemente riferibili alle fasi prenuragica e nuragica e medievale giudicale, pur con la consapevolezza che si tratta, nella maggior parte dei casi, di siti a continuità di vita il cui utilizzo si è protratto anche nelle epoche successive, in considerazione della originalità espressa dalla comunità isolana in quelle epoche. La peculiarità delle civiltà prenuragica e nuragica, nonché la distribuzione capillare delle rispettive testimonianze sul territorio regionale, sono tali da costituire tuttora parte integrante ed essenziale del paesaggio sardo. D'altra parte, la civiltà giudicale ha espresso caratteri altrettanto originali nel panorama dell'Europa medievale, connotandosi in modo significativo e autorevole, come chiaramente riconosciuto dai contemporanei, nel coevo contesto di ambito non solo mediterraneo.

Relativamente all'importo del finanziamento, compatibilmente con la dotazione disponibile, si è determinato per ciascun sito un importo minimo indispensabile per garantire un'azione di tutela e valorizzazione compiuta, al fine di rendere il sito fruibile e di migliorare nel complesso la qualità dei servizi culturali offerti alla collettività in termini di promozione della conoscenza e di divulgazione dei risultati della ricerca scientifica, al fine di accrescere il valore percepito di ciascun sito archeologico da parte della popolazione e attuare una valida forma di comunicazione con il pubblico, capace di concorrere all'educazione e alla sensibilizzazione dei visitatori verso le testimonianze del passato.

Per quanto sopra esposto, l'Assessore propone che con le risorse stanziate per l'annualità 2018 possano essere oggetto di interventi, quali valorizzazione, restauro o scavo, i siti indicati nell'allegato A alla presente proposta di deliberazione, nel quale sono peraltro specificati gli importi finanziari che si propone di assegnare per la realizzazione di ciascun intervento.

L'attuazione degli scavi e degli interventi sul patrimonio archeologico, propone l'Assessore, potranno essere affidate prioritariamente agli Enti Locali, a seguito di sottoscrizione di relativa convenzione che preciserà le condizioni e le prescrizioni da rispettare in fase di progettazione e realizzazione degli interventi.

I progetti dovranno rispettare tutte le condizioni espressamente indicate dal Ministero in materia e in ogni caso prevedere:

- il restauro delle strutture e dei materiali mobili rinvenuti e la messa in sicurezza e/o la ricopertura dell'area di scavo a fine campagna;

- l'allestimento dell'area di cantiere utile a rendere il bene fruibile alla visita, anche durante le fasi di intervento, compatibilmente con le norme in materia di sicurezza (“cantieri aperti”);

- la pubblicazione scientifica dei risultati dello scavo o dell'intervento.

I progetti, infine, dovranno prevedere che una quota del finanziamento, non superiore al cinque per cento, sia destinata alla realizzazione di una fase di sensibilizzazione e coinvolgimento delle comunità locali e, nello specifico, della popolazione scolastica di ogni ordine e grado, ai fini didattici e divulgativi.

Il progetto dovrà espressamente indicare le modalità e le somme individuate per il rispetto, fra le altre, delle condizioni suddette.

Pertanto, l'Assessore propone che le risorse finanziarie di cui al capitolo SC03.5032, Missione 05 (Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali), Programma 01 (Valorizzazione dei beni di interesse storico) del Bilancio regionale 2018 e al capitolo SC08.7521, Missione 05 (Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali), Programma 01 (Valorizzazione dei beni di interesse storico) siano destinate alle Unioni dei Comuni o ai Comuni territorialmente competenti ed evidenzia che per la realizzazione degli interventi sopraindicati dovranno essere attivati i necessari accordi con i soggetti istituzionalmente preposti.

L'Assessore rappresenta, infine, che tutti gli interventi oggetto della presente deliberazione verranno attuati attraverso il ricorso allo strumento della convenzione di finanziamento, ai sensi dell'art. 8 della L.R. n. 8/20018, mentre, ai fini del monitoraggio e controllo della spesa, per gli interventi gravanti sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014- 2020, verranno seguite le procedure specifiche previste, recepite dal Sistema di Gestione e Controllo (SI.GE.CO.).

L'Assessore propone di destinare eventuali economie o ulteriori risorse aggiuntive che dovessero rendersi disponibili al finanziamento di interventi di rilevanza strategica nei siti di cui all'Allegato B, il cui importo verrà definito con direttiva assessoriale, nonché al potenziamento o al completamento di interventi già individuati per i quali si configuri il rischio di perdita del bene.

La Giunta regionale, udita la proposta dell'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, acquisito il parere di coerenza del Direttore generale della Presidenza in qualità di Autorità di Gestione del fondo di Sviluppo e Coesione, visto il parere di concerto dell'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio e constatato che il Direttore generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport ha espresso il parere favorevole di legittimità sulla proposta in esame

 

Delibera

 

- di ripartire le risorse, pari a euro 1.000.000, di cui al capitolo SC03.5032, Missione 05 (Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali), Programma 01 (Valorizzazione dei beni di interesse storico) del Bilancio regionale 2018 per la realizzazione degli interventi nei siti indicati e dettagliatamente descritti nella tabella 1 dell'Allegato A alla presente deliberazione;

- di ripartire le risorse, pari a euro 3.000.000, di cui al capitolo SC08.7521, Missione 05 (Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali), Programma 01 (Valorizzazione dei beni di interesse storico), del Bilancio regionale 2018, per la realizzazione degli interventi nei siti indicati e dettagliatamente descritti nella tabella 2 dell'Allegato A alla presente deliberazione;

- di destinare eventuali economie o ulteriori risorse aggiuntive che dovessero rendersi disponibili al finanziamento di interventi di rilevanza strategica nei siti di cui all'Allegato B, il cui importo verrà definito con direttiva assessoriale, nonché al potenziamento o al completamento di interventi già individuati per i quali si configuri il rischio di perdita del bene.

Il Presidente

Pigliaru

Il Direttore Generale

De Martini