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Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna

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Deliberazione n. 21/34 del 05/06/2013


Oggetto: Disciplina Regionale di recepimento del D.M. 7 aprile 2006 “Criteri e norme tecniche per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento di cui all’art. 112 D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152”.

Autore: Giunta regionale

Pubblicato in: Supplemento straordinario n.26 - Giunta regionale - Disciplina Regionale di recepimento del D.M. 7 aprile 2006 “Criteri e norme tecniche per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento di cui all’art. 112 D.Lgs. 3 aprile 2006 n.152” del 11/07/2013

Data di Pubblicazione: 11/07/2013

Materie: GIUNTA REGIONALE


 

Il Presidente, di concerto con l'Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro – Pastorale, con nota n. 4661 del 23.5.2013, premette che, nell’ambito della politica di governo delle acque, assume un ruolo di fondamentale importanza la disciplina relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento, provocato da nitrati di origine agricola, che costituiscono la principale fonte di inquinamento proveniente da fonti diffuse che colpisce le acque comunitarie, dando luogo a fenomeni di eutrofizzazione dei corpi idrici superficiali e contaminazione delle falde acquifere sotterranee. Il Presidente con l'Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro - Pastorale, riferisce inoltre quanto segue.

La materia viene affrontata in modo sistematico dal legislatore comunitario con la Direttiva 91/676/CEE “relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole” con l’obiettivo di tutelare la salute umana, le risorse viventi e gli ecosistemi acquatici, nonché la salvaguardia di altri usi legittimi dell'acqua, attraverso il controllo e la riduzione dell’inquinamento causato direttamente o indirettamente da nitrati di origine agricola e la prevenzione di qualsiasi ulteriore inquinamento di questo tipo.

Il Quinto Programma d’Azione Comunitario (1993-2000) “per uno sviluppo sostenibile” indica l’agricoltura tra i settori di attenzione e di intervento e ha individuato nella conservazione dell’acqua, del suolo e delle risorse genetiche gli obiettivi da perseguire da parte di un’agricoltura che voglia essere in accordo con i principi della sostenibilità.

La Comunità Europea con la Direttiva 2000/60/CE ha definito il quadro normativo a livello europeo per la tutela delle acque dall’inquinamento e ha posto come principali obiettivi quelli di: impedire un ulteriore deterioramento dei corpi idrici, proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici sotto il profilo del fabbisogno idrico, agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili, mirare alla protezione rafforzata e al miglioramento dell'ambiente acquatico, anche attraverso misure specifiche per la graduale riduzione degli scarichi, delle emissioni e delle perdite di sostanze prioritarie, assicurare la graduale riduzione dell'inquinamento delle acque sotterranee e impedirne l'aumento.

La Direttiva 2000/60/CE impone l’attuazione delle normative comunitarie tra cui: la stessa Direttiva 91/676/CEE relativa all’inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole, la Direttiva 98/83/CE concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, la Direttiva 86/278/CEE sull’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, la Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC) (come sostituita dalla Direttiva 2008/1/CE). Il quadro normativo comunitario è stato inoltre integrato dalla Direttiva 2006/118/CE relativa alla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento.

Il Sesto Programma d’Azione Comunitario (2002-2012) ha quindi previsto il rafforzamento delle pratiche agricole più responsabili dal punto di vista ambientale, compresa l’introduzione di: metodi di produzione estensiva, pratiche agricole integrate, agricoltura biologica e diversità biologica agricola, tenendo conto della necessità di un approccio equilibrato per il ruolo plurifunzionale delle comunità rurali.

In Italia i principi della Direttiva 2000/60/CE sono stati adottati con il D.Lgs. n. 152/2006 (parte III), che ha sostituito il D.Lgs. n. 152/1999, che in materia di protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola individua, tra le “Aree richiedenti specifiche misure di prevenzione dall'inquinamento e di risanamento”, le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (art. 92) definendo i criteri per la delimitazione delle stesse, e stabilisce che le regioni disciplinino le attività di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento (art. 112, comma 2) sia dentro le zone vulnerabili che nelle zone ordinarie, secondo quanto stabilito dalla Direttiva 91/676/CEE.

Con l’emanazione del Decreto del Ministero delle Politiche agricole e forestali del 7 aprile 2006, il legislatore nazionale ha definito il quadro generale di norme tecniche e criteri disciplinando, in ossequio alle norme di prevenzione dell’inquinamento e risanamento dei corpi idrici, l’intero ciclo dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue che comprende le fasi di: produzione, raccolta, stoccaggio, fermentazione e maturazione, trasporto e spandimento.

Nell’ambito di questo rinnovato quadro di protezione delle acque, la Regione Sardegna ha designato, con la Delib.G.R. n. 1/12 del 18 gennaio 2005, una porzione del territorio del Comune di Arborea quale zona vulnerabile da nitrati (ZVN) di origine agricola e, con la Delib.G.R. n. 14/17 del 4 aprile 2006, ha definito e approvato il relativo Programma d’Azione (PdA).

Con il Programma d’Azione della ZVN di Arborea la Regione Sardegna ha recepito il Titolo V del D.M. 7 aprile 2006 disciplinando l’utilizzazione agronomica dei fertilizzanti azotati (effluenti zootecnici, acque reflue, concimi azotati e ammendanti organici) in zona vulnerabile da nitrati di origine agricola.

Inoltre la Regione Sardegna, con la Delib.G.R. n. 14/16 del 4 aprile 2006, ha adottato il Piano di Tutela delle Acque (PTA) che rappresenta lo strumento, individuato dal D.Lgs. n. 152/1999 prima e dal D.Lgs. n. 152/2006 poi, per la pianificazione degli interventi volti al raggiungimento e/o al mantenimento degli obiettivi di qualità per i corpi idrici e gli ecosistemi connessi. Tra le misure del PTA è compresa l’adozione del recepimento regionale del Decreto 7 aprile 2006 suddetto. In attuazione del PTA la Regione Sardegna ha emanato la Direttiva regionale concernente la “disciplina degli scarichi” approvata con la Delib.G.R. n. 69/25 del 10.12.2008 in cui all’art. 11 si stabilisce che, fino all’emanazione di apposita disciplina regionale, si applicano i criteri e le norme tecniche generali adottati con decreto del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali 7 aprile 2006 fatto salvo quanto previsto dal Programma d’Azione per la Zona Vulnerabile da Nitrati di Origine Agricola di Arborea, adottato con la deliberazione della Giunta regionale n. 14/17 del 4 aprile 2006.

La Regione Sardegna ha adottato il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013, approvato il 20 novembre 2007 dal Comitato Sviluppo rurale della Commissione Europea, quale principale strumento di programmazione della strategia regionale in materia di agricoltura e sviluppo rurale della Regione Sardegna. In tale quadro, la specificazione nel PSR della priorità nazionale (a sua volta connessa alla priorità comunitaria) di tutela quali-quantitativa della risorsa idrica, comporta il sostegno al mantenimento e all’ulteriore diffusione di pratiche e sistemi agricoli che consentano di eliminare o ridurre sensibilmente i livelli di impiego degli input agricoli (fertilizzanti) potenzialmente inquinanti le acque superficiali e sotterranee e una gestione sostenibile degli effluenti zootecnici in particolare nelle zone vulnerabili ai nitrati.

Nel PSR tali azioni sono incluse nella Misura 214 (Pagamenti agroambientali) che comprende, in particolare, l’Azione 214.1 (Agricoltura biologica) la quale incentiva l’introduzione o il mantenimento di tecniche di produzione basate sulla riduzione dei livelli di impiego di fertilizzanti di sintesi, sulla sostituzione del diserbo chimico con operazioni meccaniche e sul ricorso a forme di difesa che escludono l’impiego di prodotti potenzialmente inquinanti. Effetti positivi sulla tutela qualitativa della risorsa potranno altresì derivare (seppur in forma indiretta) dal rispetto di taluni impegni assunti nell’ambito della Azione del Miglioramento del benessere degli animali del PSR 2000-2006, che proseguono nella programmazione 2007- 2013, tra i quali il limite del carico di bestiame non superiore a 2 UBA (Unità di Bestiame Adulto) per ettaro.

La Regione Sardegna ha adottato il Piano di Gestione del Distretto Idrografico con la Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino della Sardegna del 25 febbraio 2010, individuato dalla citata Direttiva 2000/60/CE come lo strumento per la pianificazione, l’attuazione ed il monitoraggio delle attività e delle misure necessarie per il raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sostenibilità nell’uso delle risorse idriche.

Con il Piano di Gestione del Distretto Idrografico, la Regione Sardegna ha adottato il Programma di misure, ai sensi dell’art. 11 della Direttiva 2000/60/CE, che comprende tutte le misure specificamente rivolte alla riduzione dell’inquinamento da nitrati di origine agricola tra cui, nell’ambito delle misure già previste dal Piano di Tutela delle Acque, la predisposizione della disciplina regionale per il recepimento del D.M. 7 aprile 2006 in materia di utilizzazione agronomica dei reflui da allevamento.

Inoltre il legislatore italiano, con la legge n. 221/2012, ha previsto che nelle ZVN, in attesa che le regioni procedano alla revisione delle designazioni delle ZVN stesse, si applichino le disposizioni previste per le zone non vulnerabili. Ritenendo tale norma non conforme a quanto stabilito dalla Direttiva 91/676/CEE, la Commissione Europea, ai sensi dell’art. 258 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), ha avviato, nei confronti dell’Italia, la costituzione in mora per l’avvio di una procedura di infrazione in riferimento alla Direttiva 91/676/CEE. Al fine di evitare il rischio di incorrere nella suddetta procedura d’infrazione la Regione Sardegna con la Delib.G.R. n. 7/17 del 5 febbraio 2013, recante “Conferma zona vulnerabile da nitrati di origine agricola di Arborea (Delib.G.R. n. 1/12 del 18.1.2005) in attuazione dell’art. 36 comma 7 ter del decreto legge n. 179/2012, convertito in legge n. 221/2012, proroga del termine per il riesame e la revisione del Programma d’Azione (Delib.G.R. n. 14/17 del 4.4.2006) e proroga del Piano di Monitoraggio e Controllo”, ha confermato la designazione della Zona Vulnerabile da nitrati di origine agricola di Arborea.

Sulla base di quanto esposto, il Presidente con l'Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro - Pastorale riferisce che il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino della Sardegna, con propria Delibera n. 1 del 3 aprile 2013, ha adottato la “Disciplina Regionale di recepimento del D.M. 7 aprile 2006 recante “Criteri e norme tecniche per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento di cui all’art. 112 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152”. Tale disciplina, elaborata e proposta dalla Direzione generale dell’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico, Servizio tutela e Gestione delle Risorse Idriche, vigilanza sui Servizi Idrici e Gestione della Siccità, di concerto con il Servizio Produzioni dell’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro - Pastorale con il coinvolgimento dell’Agenzia Laore, regolamenta le attività di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue per l’intero territorio regionale ed è costituita dall’articolato, dai relativi allegati e dalla modulistica.

Ciò premesso, il Presidente di concerto con l'Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro - Pastorale, propone l’approvazione della citata deliberazione n. 1 del 3.4.2013 del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino della Sardegna.

La Giunta regionale, condividendo quanto rappresentato e proposto dal Presidente, di concerto con l'Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro - Pastorale, constatato che il Direttore generale dell’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna e il Direttore generale dell'Agricoltura e Riforma Agro - Pastorale hanno espresso il parere favorevole di legittimità sulla proposta in esame

Delibera

di approvare la deliberazione n. 1 del 3.4.2013 del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino della Sardegna riguardante la “Disciplina Regionale di recepimento del D.M. 7 aprile 2006 - Criteri e norme tecniche per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento di cui all’art. 112 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152” allegata alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale.

Le disposizioni contenute nella Disciplina entrano in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione della stessa nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna.

La presente deliberazione sarà pubblicata nel Buras.

Letto, confermato e sottoscritto.

Il Vicepresidente

De Francisci

Il Direttore Generale

Massidda